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mercoledì 23 maggio 2012

Le parole

Le parole portano la responsabilità di quello che dicono. 
Dice una frase del Talmud: "Finchè sono nella tua bocca, sei il signore delle tue parole. Quando escono diventi il loro servo" 
Nel mondo politico la parola pubblica è diventata una parola che può essere smentita, che può non realizzare ciò che promette, è una parola che si è sganciata dalla sua conseguenza (Erri De Luca).
Nel mondo politico, ma non solo. 
Nei giorni della bomba alla scuola di Brindisi e del ventennale di Falcone, delle parole ho la nausea.

mercoledì 4 gennaio 2012

Erri De Luca. 2012

Io credo, non perché vedo, ma perché sono stato visto.
L’amore vede, perciò tace;
tace anche se stesso parlando d’altro...
Non l’amante apprende l’amore, ma l’amato,
colui che accetta di essere trasfigurato agli occhi
di un'altra persona.

venerdì 8 luglio 2011

Le persone che erano

Partì Filomena una volta al mattino presto...
Si licenziò perchè non ce la faceva più a sostenere il lavoro in casa...
Vivemmo con persone amate senza saperlo, maltrattate senza accorgercene: un giorno qualunque spariscono e non ne parliamo più. Ci hanno lasciato un odore di varechina nella mano che ci strinsero, una carezza ruvida e impacciata, ci hanno lavato i pavimenti cantando per un'allegria che non provammo mai. Fu vita loro irriducibile che ignorammo finchè fu con noi e ora conosciamo solo perchè la perdemmo. Te ne parlo, mamma, perchè sarà così anche tra noi.
Erri De Luca, Non ora non qui, pag. 39.

giovedì 2 giugno 2011

Parole di conforto

In questi giorni stiamo cercando un senso alle cose accadute. E una consolazione, un conforto reciproco. Nulla è certo, pensavo e dicevo, ci regge una speranza. Una speranza che le cose accadute abbiano un senso.
Mi soccorre nel dirlo questa riflessione, ricordata da un libro di Erri De Luca, Alzaia.

"Tornate alla fortezza, prigionieri della speranza" è scritto in Zaccaria (9, 12) per annuncio di salvezza. La parola ebraica speranza è tikvà, che vuol dire anche corda. “Tornate alla fortezza, prigionieri della corda“ è la traduzione possibile del verso, che così richiamerebbe l’immagine di una liberazione di detenuti sciolti materialmente dai legami. L'ebraico muove sempre dalle cose concrete. Solo a forza di usare la parola corda essa diventa anche speranza. E' bello per me che la speranza abbia un’anima di corda. Essa trascina, lega, consente nodi, può spezzarsi...
...
Quando nell’Eneide Virgilio scrive: spes sibi quisque, ognuno sia speranza a se stesso, esclude funi e soccorsi. E’ la raccomandazione adatta a un alpinista impegnato in una solitaria integrale. Nella parola tikvà c’'è invece il senso di essere qualcuno e qualcosa che non lascia soli. Non sempre la speranza mostra la sua fibra di canapa ritorto, resistente. Però è bello sapere che essa ha quella tenacia d’origine. (pag. 31)

martedì 10 maggio 2011

La parola scritta

... Si trattenne su un'isola più vasta di Ischia, aspettando il permesso degli inglesi. Poi arrivò: barche a remi portarono i pellegrini sulla spiaggia di Tel Aviv. Gesualdo sbarcò zoppicando sulla terra della sua volontà... (Erri De Luca, Penultime notizie circa Ieshu/Gesù, pag. 85).
Ognuno in fondo ha una terra della sua volontà, talvolta diversa e più importante di quella natìa.
Quando la parola scritta illumina pensieri che non immaginavamo.