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martedì 2 novembre 2010

Il pallone e la pace

Che fosse lo sport più bello del mondo lo sostengo da tempo. Chè possa contribuire a portare alla pace qualcuno ci prova.

lunedì 25 ottobre 2010

Ridotto a mito

Al Sinodo si è definito Israele trapianto non assimilabile in Medio Oriente e corpo estraneo che corrode. Fino a giungere a mettere in questione il concetto di «terra promessa», spostando ormai i termini sul piano non più politico ma addirittura teologico. E se, malgrado tutto, il popolo ebraico è lì, vitale più che mai, qualcosa non torna. Perchè e da chi si sia concesso agli ebrei il diritto al ritorno su quella terra, alla «terra promessa»? E questa cosa che in tanti tra i cristiani (in specie tra i più "dotti") non possono ammettere. Passata l'emozione della Shoah, ora basta. Per gli ebrei, o assimilazione o isolamento e condanna.
Questa è la pietra d'inciampo, alla fine di tutto, anche della storia contraddittoria del tanto sbandierato dialogo ebraico-cristiano.
Ecco allora il passaggio chiave che si utilizza per la delegittimazione d'Israele. La Terra Promessa è stata abolita dalla presenza di Cristo che ha stabilito il regno di Dio. Noi cristiani non possiamo più parlare di Terra Promessa al popolo ebraico (...) Si sono portati 4-5 milioni di ebrei e si sono cacciati 3-4 milioni di palestinesi dalle loro terre in cui avevano vissuto per 1400-1600 anni.
In prospettiva cristiana la questione non è da poco. In quanto fondata su coordinate storiche e geografiche ben precise, la fede cristiana trova nella sua radice principale, quella ebraica, testimonianza e ragione irrinunciabili.
Altrimenti il rischio non è la scomparsa dei cristiani dal MO, ma la riduzione del cristianesimo a mito.

sabato 23 ottobre 2010

Politicamente (e non solo) scorretto

Il re è nudo, potrei dire anche. Perchè in fin dei conti quello che sostiene il vescovo di Antiochia del Libano lo pensano in tanti. E non solo tra gli sprovveduti, evidentemente. Chiederei anche su questo un giudizio ai vescovi riuniti al Sinodo.

lunedì 18 ottobre 2010

Qualche domanda da porre

Ai vescovi riuniti per il Sinodo sul Medio Oriente a Roma il nunzio in Libano, monsignor Edmond Farhat, ha comunicato che Israele è la causa di ogni male in MO ed è il motivo - alla fine di tutto - per cui ...dall'Iraq alla Turchia, al Pakistan fino all'India, le vittime si sono moltiplicate. Si tratta sempre di innocenti e di servitori volontari: monsignor Luigi Padovese e don Andrea Santoro in Turchia, l'avvocato assassinato con la sua famiglia in Pakistan, monsignor Claverie e i religiosi e le religiose in Algeria, i sacerdoti, i religiosi e i fedeli innocenti, assassinati durante la guerra del Libano...

Ma non è l'unico, il prelato libanese, a pensarla così. La posizione della Chiesa di Roma sulla questione del MO è ben nota. E in occasione del sinodo si segnalano diverse iniziative in questo senso.

A me rimane qualche domanda, che porrei volentieri ai Signori Vescovi riuniti a Roma.

In considerazione del ribadito desiderio e dei continui sforzi del Vaticano (e della Chiesa, delle Chiese cristiane tutte, direi) di agire per tutelare anzitutto le minoranze cristiane che sopravvivono difficoltosamente in quei Paesi, come essi si pongono di fronte agli appelli coraggiosi (e sopra le parti, questi si) che giungono dai cristiani nei Paesi islamici?

Ancora, come si pongono di fronte agli incontrovertibili dati che documentano un sostanziale aumento della popolazione di fede cristiana solo in Israele?

O la posizione della Chiesa sul conflitto dipende da altro?

domenica 17 ottobre 2010

Le foto. 5. Gerusalemme. Fine



Questa è l'ultima. Con lo slideshow potete rivederle tutte insieme
(e anche qualcuna in più).

sabato 16 ottobre 2010

mercoledì 13 ottobre 2010

domenica 10 ottobre 2010

Immagini

Dovrei scrivere di Gerusalemme, a questo punto. Di queste giornate rinfrescate dalla piacevole brezza serale. Delle sue strade strapiene di turisti-pellegrini d'ogni dove (russi tanti, Dio mio, quanti russi ci sono). Dei miei giri nei suoi posti più remoti e straordinari. Ma mi pressano in cento lingue, in questo improbabile internet cafe della Citta Vecchia.
Farò cosi, allora. Le cose tecniche le metterò nel sito. Quelle personali, le impressioni, i ricordi e le annotazioni, sono tante e tanto complesse. Molte le terrò per me. Metterò qui invece qualche foto. Lo farò al mio ormai ritorno a casa. Che è ormai prossimo, purtroppo.

martedì 5 ottobre 2010

Lo spirito e il pallone

La giornata ieri si era conclusa tra i sassi millenari di Tel Hazor. Un altra casella completata.
Prima, però, ancora a Safed. E' sulla strada verso nord, verso Qiryat Shmona. Non ci passano che pochi gruppi di ebrei, come quelli che ho visto ad esempio in una delle tante sinagoghe sefardite della cittadina. Nulla dei cabalisti per cui questo posto incuriosisce tanti. Invece, in un cortile ho visto dei bambini coi peot, i ricciolini neri, e tutti coperti fino ai piedi, dare calci ad un pallone. Com'è vero che è lo sport più bello del mondo!
Qui a Gerusalemme, alle otto di sera, la brezza fresca ti ripaga del caldo assoluto della Galilea e del passaggio di stamane da Gerico e dal Mar Morto. E vi ho anche trovato qualcosa di nuovo (strano, pensando al fatto che nulla pare muoversi da secoli...).

lunedì 4 ottobre 2010

Si procede

Stare qui e pensare alla rete è impossibile. Dunque, aggiorno.
Cesarea Marittima, il Lago e il Golan (fino a Banias, passando dai paraggi di Quneitra). E Haifa, con la catena del Carmelo. Naturalmente Nazareth e il Tabor.
Torno ora a Safed, la città dei cabalisti, in cima ai monti di Meron.
Ci sono almeno 37 gradi! Di più? Forse...
Le impressioni (scontate) ad un altro momento.

mercoledì 29 settembre 2010

Giaffa da sogno

Arrivando qui la sorpresa non è T.A., che ognuno già ha imparato a conoscere in qualche modo. Di straordinario è scoprire (o riscoprire) Giaffa, il suo piccolo sobborgo a sud. Un gioiello in ogni senso. E' la prima tappa di un viaggio atteso tanto.
La tastiera del pc di questo hotel è quasi marziana per me, coi caratteri ebraici che mi rendono tutto complicato (insieme alla mia presbiopia ormai consolidata. Però, la connessione libera e gratuita per tutti, ce la sogniamo da noi). E poi ho alle spalle gente che attende impziente che lasci libera la postazione...
Comunque proverò a fissare qui i ricordi di questa esperienza (siamo a 13 o 14, in Israele).

martedì 20 luglio 2010

Mi preparo

Si sa mai che prima o poi ci torni, da quelle parti, io mi preparo

martedì 16 febbraio 2010

Spie

Tira ancora il vecchio Mossad, evidentemente. Omicidio a Dubai di un palestinese eccellente e il servizio israeliano, ovvio, è l'accusato. Lo scrive il Corriere. Ma se si legge il pezzo si capisce che le ipotesi sono ben altre.

martedì 2 febbraio 2010

Basta il cuore?

C'è qualcosa che non mi torna nella posizione dell'Italia in M.O. Scopriamo infatti un'ambivalenza sospetta. Da un lato il più volte ribadito legame con Israele, dall'altro il rafforzato (e sottaciuto) asse Roma-Teheran. Dubito che basti il cuore del premier ad assicurare di non essere - come sempre - i soliti italiani.