martedì 5 ottobre 2010

Lo spirito e il pallone

La giornata ieri si era conclusa tra i sassi millenari di Tel Hazor. Un altra casella completata.
Prima, però, ancora a Safed. E' sulla strada verso nord, verso Qiryat Shmona. Non ci passano che pochi gruppi di ebrei, come quelli che ho visto ad esempio in una delle tante sinagoghe sefardite della cittadina. Nulla dei cabalisti per cui questo posto incuriosisce tanti. Invece, in un cortile ho visto dei bambini coi peot, i ricciolini neri, e tutti coperti fino ai piedi, dare calci ad un pallone. Com'è vero che è lo sport più bello del mondo!
Qui a Gerusalemme, alle otto di sera, la brezza fresca ti ripaga del caldo assoluto della Galilea e del passaggio di stamane da Gerico e dal Mar Morto. E vi ho anche trovato qualcosa di nuovo (strano, pensando al fatto che nulla pare muoversi da secoli...).

2 commenti:

Anonimo ha detto...

quasi quasi predo il verona-telaviv e ti rrivu...

Giuseppe Barilà ha detto...

Pubblico "Anonimo" perchè so chi è.