giovedì 25 febbraio 2010

Il paradosso

A proposito della storia dell'asilo di Goito, provincia di Mantova, dove l’iscrizione dei bambini da parte delle famiglie è legata a un preambolo in cui si legge che la scuola accoglie i bambini regolarmente iscritti dalle famiglie e persegue finalità educative e di sviluppo della loro personalità in una visione cristiana della vita, possiamo ricordare che in Terra Santa, nelle scuole cristiane gestite dalla Custodia francescana, ben altro contesto storico e politico dunque, accorrono anche giovani di altre religioni, soprattutto musulmani.

1 commento:

Giuseppe Barilà ha detto...

Commento inviato da Mimmo Lopresto.

E’ sconcertante la notizia che arriva da Goito, paese in provincia di Mantova guidato da una giunta di centrodestra. Qualche giorno fa, il Consiglio comunale, con i soli voti della maggioranza (Udc, Pdl e Lega), ha approvato il regolamento di una scuola dell’infanzia comunale dove l’iscrizione dei bambini da parte delle famiglie è condizionata da un preambolo in cui si legge che “la scuola accoglie i bambini regolarmente iscritti dalle famiglie e persegue finalità educative e di sviluppo della loro personalità in una visione cristiana della vita”. L’art. 1 recita poi che “l’iscrizione avviene previa accettazione del regolamento”. In altri termini, sembrerebbe che in questo asilo pubblico si accetterebbero soltanto bambini di famiglie che professano la religione cristiana.
Le reazioni del mondo progressista non sono tardate ad arrivare. La minoranza consiliare ha presentato un esposto all’Anci, alcuni esponenti del Partito Democratico hanno presentato interrogazioni parlamentari chiedendo in particolare se il regolamento approvato dal Comune di Goito sia in contrasto con la Costituzione e violi la normativa a tutela della privacy. Sulla vicenda è intervenuto anche il Garante della privacy chiedendo al Comune informazioni sull’iniziativa.
Discutibile la replica del Sindaco (Udc) secondo cui si tratterebbe di una polemica assurda in quanto è da tantissimo tempo che questo asilo funziona con personale religioso e l’insegnamento è ispirato al cristianesimo.
L’accettazione del preambolo religioso previsto dal regolamento è stata fortemente criticato dalla CGIL della Lombardia. “Abbiamo sempre pensato – si legge nella nota della CGIL - che per l’iscrizione alla scuola materna bastasse la dichiarazione dei redditi per la definizione dell’eventuale retta e i documenti dei genitori, codice fiscale e carta d’identità. (…) Pensiamo che l’accesso debba essere garantito a tutti, così come previsto dall’art. 3 della Costituzione, senza distinzione di religione, inoltre non ci sembra superfluo riaffermare il valore della laicità della scuola come luogo di incontro delle diversità che agiscono sul territorio, per educare alla convivenza tra diversi. Costruire oasi o enclave di ogni genere richiama la costituzione di altri ghetti, in una logica di frammentazione della società inevitabilmente portatrice di tensioni. Infine siamo certi che se al comune di Goito fosse possibile il voto amministrativo per i residenti stranieri, un regolamento del genere non sarebbe mai passato. Il voto ai migranti è il modo migliore per rappresentare ciò che vive sul territorio, evitare logiche di esclusione e costruire, anche con fatica, nel nome dell’interesse collettivo, percorsi di convivenza democratica”.
“Ci preoccupa – afferma allarmata la CGIL - la discriminazione che colpisce via via  fasce più larghe di popolazione (i disabili, i diversi, i migranti, ..), ci preoccupa l’erosione continuata e continua dei diritti inviolabili dell’uomo e dei minori;  ci preoccupa moltissimo che proprio le istituzioni, anziché favorire, come sarebbe loro dovere, la coesione sociale e la convivenza civile si facciano invece promotrici di discriminazione. In alcuni comuni si rende la vita difficile agli stranieri, a Goito si discriminano i non cristiani.
Abbiamo il dovere di indignarci e di mobilitare le coscienze per evitare che discriminazione in discriminazione si torni ancora a richiedere la razza ariana”.